PROGNOSI E PREVISIONI DELLE TERAPIE ODONTOIATRICHE

PROGNOSI E PREVISONI DELLE TERAPIE ODONTOIATRICHE

Prevedere o descrivere il futuro è caratteristica sacra. Ci rimanda agli aruspici , agli oracoli dell’antichità classica, ai veggenti, ai profeti biblici, ossia all’uomo sacro.

Ma dalla nascita della scienza moderna tutto ciò sembra appartenere al medico e allo scienziato.

La domanda più frequente che si esprime al dentista riguarda la prognosi di cura e la tenuta nel tempo delle terapie effettuate.

Prognosi infausta,favorevole,riservata,dubbia…in queste parole tecniche si riassume sinteticamente la previsione o la descrizione del decorso della malattia,gli esiti dei presidi terapeutici adottati.

In odontoiatria,infatti,la previsione non è solo sulla malattia ma anche

sulla funzionalità,qualità della vita,tenuta delle azioni conservative, chirurgiche, protesiche,ortodontiche etc.

Talvolta si può fare una ipotesi di previsione abbastanza accurata, in altre situazioni non è  purtroppo possibile  rassicurare il paziente.

La capacità previsionale umana è tanto più improbabile tanto più sono le variabili in gioco. Quanto più il sistema è complesso tanto più esso diventa imprevedibile. E’ il caso della meteorologia ma particolarmente della biologia e insomma di tutto ciò che coinvolge il corpo umano.

Nel celebre film “Jurassik Park” del 1993 di Steven Spielberg scritto da Michael Crichton,tutto il primo tempo era costruito per evidenziare questo concetto.

Partendo dalla teoria del caos e della sostanziale imprevedibilità dei sistemi complessi in esso si discuteva della bontà e dei vantaggi di intervento nella biologia e genetica.

Tale premessa sembra essere oltrepassata nel film apocalittico “Io  sono leggenda” con Will Smith del 2007 dove l’uso della terapia genica con una variante geneticamente modificata del virus del morbillo per la cura del cancro avrebbe dovuto portato benefici e non il disastro apocalittico-horror della storia ivi narrata.

Fare una classificazione di previsione vuole una capacità analitica del sistema ,delle variabili,delle interdipendenze e correlazioni,delle dinamiche ,del nostro intervento su di esso e delle sue conseguenze.

Si possono distinguere conseguenze a breve, medio, lungo termine, inoltre si può parlare di conseguenza certa, probabile, scarsa.

Quando si affronta una cura necessaria,l’odontoiatra è costretto ad esprimere parere di prognosi su patologia o terapia.

In odontoiatria, la previsione non è solo sulla malattia ma anche sulla funzionalità e la tenuta dei presidi terapeutici   conservativi,chirurgici,

protesici,ortodontici,parodontali.

La prognosi non dipende solo dall’atto medico chirurgico ma anche da una incredibilmente ampia quantità di variabili difficile da sottoporre a controllo.

Ad esempio,il solo pensare alla tenuta delle cure a medio e lungo termine fa  diventare necessaria la sostituzione di vecchie otturazioni,il rifacimento di quelle infiltrate ,il cambiamento di protesi fisse per riadattarle ai margini gengivali,il ribasamento delle protesi mobili quando il tempo,l’usura e il rimodellamento gengivale, lo comandano.

Così è obbligatorio un serio programma di igiene orale domiciliare e professionale, da attuarsi a mò di tagliandi, inteso come programma terapeutico di mantenimento parodontale, necessario anche e soprattutto per la presenza della patologia o di eventuali impianti oppure il rispetto certosino di un protocollo post chirurgico.

E’ ovvio che ogni azione medica e dentistica deve essere svolta secondo scienza e coscienza alla luce di quanto  possibile, fattibile, conveniente, prevedibile, vantaggioso.

Ma quanto scritto non esclude del tutto la presenza dell’imprevisto,vero demone in grado di inficiare qualsiasi azione umana di prognosi, ricordando a medico e paziente la sostanziale imprevedibilità dei sistemi complessi e obbligando all’ umiltà davanti all’ignoto e alla grandezza dell’universo.

Dott.Giuseppe Sbardella

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